Sviluppato in Svizzera con amore e prodotto in Italia con passione

la scienza

cos'è l'UV-C

Con UV-C si intende quella parte di radiazione non visibile all’occhio umano, con lunghezza d’onda nell’intervallo 100-280nm, costituita da fotoni molto energetici in grado di spezzare i legami chimici per mezzo della ionizzazione: da cui “radiazione ionizzante”

come l’UV-C protegge con virus e patogeni

Tutte le tipologie di UV hanno una certa efficacia nello spezzare i legami chimici della materia organica: RNA e DNA sono però molto suscettibili all’UV-C

Dati scientifici dimostrano come RNA e DNA siano estremamente suscettibili all’UV-C con lunghezza d’onda tra i 250 e 280nm

UV-sensitivy
rna_rupture

I fotoni ad alta energia dei raggi UV-C interagiscono con le catene RNA/DNA dei patogeni alterandone la struttura chimica, effetto di foto-dimerizzazione, rendendoli cosi incapaci di replicarsi e infettare

UV-C and SARS-CoV-2 or Covid19

Uno studio scientifico pubblicato su Nature mostra i risultati dello studio sugli effetti della radiazione UV-C sul Covid con le seguenti conclusioni: ”Questi risultati mostrano come il SARS-CoV-2 sia estremamente sensibile alla luce UV-C e sono importanti per permettere il design e sviluppo di metodi di disinfezioni basati sull’UV per contenere l’infezione S ARS-CoV-2”

Lo studio ha inoltre determinato quanto segue: “Con una densità di virus comparabile con quella osservabile con l’infezione da SARS-CoV-2, una dose di soli 3.7mJ/cm2 è stata sufficiente per ottenere una inattivazione oltre 3-log senza alcun segno di replicazione del virus”

ray and SARS-CoV-2 or Covid19

Testare la sanificazione aria su virus quali SARS-CoV-2 rappresenta ancora una sfida per i rischi implicati nella gestione di queste tipologie di patogeni

Un altro studio scientifico pubblicato su Nature, ha determinato quanto segue: “Un incrocio delle curve di inattivazione in umido e asciutto si è avuto con una dose cumulativa di 7.13mJ/cm2 (trattamento di 2min) per E.Coli…” Questo valore rappresenta quasi il doppio di quello richiesto per l’inattivazione del SARS-CoV-2 (Covid19) e quindi un solido indicatore che quanto ottenuto sull’E.Coli possa, quanto meno, essere ottenuto col SARS-CoV-2 (Covid19) senza le implicazioni dovuto alla gestione di un virus. Per questo motivo, al fine di avere un’evidenza scientifica sulle capacità di ray, il batterio E.Coli è stato utilizzato per la validazione presso Laboratori Universitari

Test di Laboratorio dimostrano come ray, in condizioni di stress test con un’elevatissima concentrazione batterica, abbia un’efficacia >99% nel singolo passaggio come mostrato nella tabella sottostante

Contact

Per informazioni scrivere a: